
Quanti soldi servono per essere felici?
Che legame c’è tra lusso e felicità? I prezzi elevati attivano i centri del benessere nel cervello. Per quanto possa sembrare sorprendente, nelle persone che si aspettano alta qualità da un prodotto già prima di provarlo, si attivano le aree cerebrali legate al benessere soggettivo, ovvero alla “felicità”. È quanto hanno scoperto alcuni ricercatori americani attraverso scansioni cerebrali su volontari ai quali veniva offerto un vino rosso descritto come straordinariamente costoso. I ricercatori hanno fatto assaggiare a venti partecipanti diverse varietà di vino rosso, con prezzi che andavano dai 5 ai 90 dollari. Con la risonanza magnetica funzionale hanno misurato quali aree cerebrali venivano attivate durante la degustazione. In una parte degli esperimenti, però, i vini sono stati sostituiti di nascosto: al posto del pregiato calice promesso, ai partecipanti è stato servito un vino economico. Se lusso e felicità sono davvero collegati, ragionavano i ricercatori, anche il vino scadente avrebbe dovuto sembrare eccellente, poiché percepito come un prodotto di pregio.
Gli impulsi gustativi dei sensi non sono stati influenzati, ma l’elaborazione cerebrale ha risposto come se si trattasse di lusso. Le aree del cervello dedicate al gusto — quelle che elaborano i segnali di lingua, bocca e naso — non hanno mostrato attività particolari: lo scambio dei vini non le ha ingannate. L’aspettativa di un vino pregiato, però, ha fatto aumentare l’attività nella corteccia prefrontale, la regione cerebrale coinvolta nella regolazione delle emozioni. E i partecipanti hanno effettivamente dichiarato di aver apprezzato molto di più il vino che credevano migliore, valutandone il sapore in modo decisamente superiore.
Da questi risultati emergono indicazioni preziose anche per il marketing: lo studio ha dimostrato quanto possa essere labile il legame tra l’esperienza soggettiva di un prodotto e le sue qualità reali, e quanto direttamente l’aspettativa di alta qualità riesca a stimolare i centri emotivi nel cervello dei consumatori. Fonte: Antonio Rangel (Università di Stanford) et al. Lusso e felicità, dunque, potrebbero avere davvero qualcosa in comune. La buona notizia: non avete bisogno del lusso per essere felici. Ora che conoscete questo studio, potete costruire quella felicità da soli — non semplicemente PRENDENDO il meglio, ma ASPETTANDOVI il meglio!

Immagine: ricche decorazioni su un sarcofago di vetro nel Duomo di Bolzano.
Sarà che il denaro addolcisce anche la morte?
Foto: TELOS
Quando la salute vacilla, la sicurezza economica trasmette una sensazione di benessere. Il denaro da solo non basta a rendere felici, eppure ha un legame con la felicità. In caso di malattia grave, offre stabilità e, con essa, una qualità di vita migliore. È quanto ha dimostrato uno studio americano che ha analizzato quanto conti la sicurezza finanziaria quando si è malati. I ricercatori hanno seguito per nove anni 478 anziani americani, intervistati prima e dopo aver sviluppato una malattia grave. Per “malato” si intendeva chi non era più in grado di camminare, di alzarsi dal letto, di mangiare da solo o di vestirsi autonomamente. I partecipanti sono stati poi suddivisi in due gruppi in base al loro patrimonio.
Le persone malate con una solida situazione economica si sentono decisamente meglio, più serene e meno sole rispetto a chi si trova in difficoltà finanziarie: questo è il risultato principale della ricerca. Studi precedenti avevano già evidenziato che l’efficacia dei farmaci dipende anche dallo stato emotivo del paziente. Chi si sente più triste e solo potrebbe quindi rispondere meno bene alle terapie. I ricercatori sottolineano tuttavia che la ricchezza non protegge chi è malato da momenti di profondo sconforto. Spesso le persone benestanti hanno alle spalle esperienze di vita e tratti caratteriali che hanno contribuito al loro successo economico e che le rendono forse più resilienti di fronte alla malattia. Fonte: Dylan Smith (Università del Michigan, Ann Arbor) et al., in Psychological Science. La conclusione che la ricchezza possa attenuare le sofferenze di chi si ammala porta un certo sollievo a chi ha mezzi sufficienti, ma non cambia una realtà di fondo: alla fine, è sempre il singolo individuo a determinare come affronta il proprio destino.
Su quali altri pilastri, oltre al denaro, si fonda la vostra autostima? La gioia di vivere è alla portata di tutti. Nessuno è condannato a restare fermo nella propria situazione attuale: esistono vie d’uscita, e nuovi comportamenti si possono imparare. Il percorso funziona meglio con un accompagnamento professionale. Le consulenze psicologiche individuali e i nostri corsi di sviluppo personale offrono uno spazio protetto, lontano dalla quotidianità, dove riflettere sulla propria situazione e trovare nuove direzioni. In questo contesto sicuro è possibile affrontare le difficoltà relazionali e consolidare l’autostima. Con il supporto del percorso si possono sperimentare nuovi comportamenti senza il timore di essere giudicati. Le nuove soluzioni vengono poi trasferite nella vita di tutti i giorni con gradualità e attenzione, aprendo la strada a una maggiore serenità e a una vita più piena. L’accompagnamento professionale vi affianca in ogni fase del cambiamento, affinché gli obiettivi che vi siete prefissati diventino realtà:


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dott.ssa Magdalena Gasser
Direttrice dell'istituto | Sviluppo del personale | Coaching