
Proprio in questa prima fase del lutto, il blocco emotivo può paralizzare.
In questa fase il dolore è spesso così intenso da sembrare infinito, quasi insostenibile. Eppure è possibile trovare sollievo, forza, speranza e coraggio.
Dopo la perdita di una persona cara, la maggior parte di noi reagisce con shock e negazione. Non riusciamo a credere a quello che è successo: “non può essere vero”.
Questa fase può essere breve, ma può anche durare settimane o persino mesi. È il tempo del rifiuto, quello in cui non si riesce ad accettare la realtà.
• Negazione: non si riesce e non si vuole credere a ciò che è accaduto
• Sopraffazione emotiva
• Blocco / apatia o comportamenti incontrollati
• Tachicardia
• Sudorazione
• Nausea
• Vomito
• Agitazione motoria
• Il contrario è ugualmente possibile: può sopraggiungere un’apatia totale
• Da poche ore a diverse settimane
• Occuparsi delle incombenze quotidiane o affiancarsi in questo
• Essere presenti dove la persona è in difficoltà
• Aiutare nelle pratiche legate al decesso
• Far sentire a chi è in lutto che non è solo (trasmettere calore umano)
• Senza tuttavia togliere autonomia
• Trovare il giusto equilibrio tra vicinanza e distanza (esserci, senza fare troppe domande)
È fondamentale che chi è in lutto si senta libero di restare immobile, distaccato — senza sentirsi in colpa se in quel momento non riesce a piangere. Perché l’insensibilità non è mancanza di sentimento: è uno shock emotivo. Anche chi è accanto può lasciar spazio alle proprie emozioni, nel contesto opportuno.

Immagine: una partecipante al corso si concede finalmente di affrontare il dolore a lungo represso.
Scatto durante un corso TELOS.
Foto: TELOS
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Immagine: il nostro quaderno di lavoro “Lutto 2 – Le fasi del lutto”, qui in versione stampata e rilegata a spirale.
Testi, grafica e foto: TELOS
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dott.ssa Magdalena Gasser
Direttrice dell'istituto | Sviluppo del personale | Coaching