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Il lutto: tornare alla vita!

Come l'ultima fase del lutto ci riporta alla vita.

Al termine del percorso di elaborazione del lutto, si torna alla vita

La legge della polarità.

Come non esiste il giorno senza la notte, così non esiste la vita senza la morte. Non possiamo evitarla, né ha senso guardare dall’altra parte. La domanda da porsi non è “Quando morirò?”, ma “Come ho vissuto? Ho davvero vissuto?” Ignorare, reprimere, rifiutarsi di accettare — tutto questo non porta sollievo, ma prolunga soltanto la sofferenza. È molto più utile affrontare il dolore con consapevolezza e lavorarci attivamente. Con il tempo, l’elaborazione del lutto porta gradualmente a una sensazione di leggerezza. E alla fine del percorso, si torna a vivere.

I distacchi portano dolore.

È vero: i distacchi fanno male. Un dolore spesso così grande da sembrare infinito e impossibile da reggere. Eppure si può trovare sollievo, forza, speranza e coraggio. Scoprite come è possibile fare passi positivi anche nei momenti più difficili. Il lutto si sviluppa attraverso fasi precise, che possiamo affrontare attivamente — sia quando vogliamo essere vicini a chi soffre, sia quando siamo noi stessi a vivere una perdita.

La terza fase.

Nella terza fase del lutto, chi ha subito una perdita torna spesso, in una sorta di regressione, a confrontarsi con la persona scomparsa: cerca ricordi, consapevolmente o meno, per poi distaccarsene di nuovo. Può significare ritornare in certi luoghi, sfogliare i vecchi album fotografici, riprendere abitudini o stili di vita della persona cara. Spesso si crede di riconoscerla in altri, nei sogni, nelle fantasie, e si instaura una sorta di dialogo interiore con lei. Il caos emotivo che ne deriva è del tutto comprensibile. Per chi vuole essere di aiuto, ecco alcuni punti fondamentali:

  1. Non spingere chi soffre ad abbandonare quella ricerca “senza senso” e ad accettare finalmente la perdita.
  2. È giusto che le persone in lutto continuino a cercare, in vari modi, le tracce di chi hanno perso.
  3. Nessuna censura: chi è in lutto deve poter esprimere liberamente tutto ciò che ha vissuto.
  4. Ascoltare, anche quando le storie le si conoscono già tutte.
  5. Prendere sul serio i sentimenti che riemergono attraverso i ricordi e i racconti.
  6. Lasciare spazio anche alle fantasie che mettono in dubbio la morte della persona scomparsa, senza però alimentarle — situazione frequente nei casi in cui non c’è un corpo (rapimenti, vittime di guerra, catastrofi naturali come tsunami, eruzioni vulcaniche, terremoti, frane e simili).
  7. Prendere sul serio le manifestazioni di ideazione suicidaria, garantire un accompagnamento continuo e cercare aiuto professionale.
  8. Sostenere i primi passi verso un nuovo orientamento.
La quarta fase: tornare alla vita

Anche nella quarta fase del lutto è possibile essere d’aiuto, per esempio imparando a lasciare andare:

  1. Accettate che chi è in lutto abbia ora meno bisogno di voi, o forse non ne abbia più, e che stiate diventando pian piano qualcosa di superfluo per lui.
  2. Se insistete nel mantenere il vostro ruolo, rischiate di trasformarvi da supporto in ostacolo.
  3. Rimanete comunque attenti a eventuali ricadute.
  4. Accogliete e sostenete i cambiamenti nella rete di relazioni di chi ha vissuto il lutto.
  5. Parlate con chi è rimasto delle possibilità di utilizzare l’anniversario della morte come occasione di elaborazione.

Körperbild malen Mann / Foto: TELOS - 03100c
Immagine: è giusto che tornino i colori nella vita.
Come è accaduto a questo partecipante di un corso TELOS.
Foto: TELOS

 

Niente “luce eterna”!

Si può certamente ricordare chi è scomparso nell’anniversario della morte — ma questo non deve diventare una “luce perpetua”. Alcuni genitori lasciano la camera dei figli immutata per sempre, con i vestiti ancora nell’armadio; altri si superano a vicenda con annunci commemorativi per il decimo, il ventesimo anniversario… Tenete presente che erigere un mausoleo non favorisce l’elaborazione del lutto. Il dolore non deve diventare uno stato permanente, ma un percorso: con l’obiettivo di tornare a vivere.

La vita continua!

I distacchi portano dolore — e anche il dolore, prima o poi, va lasciato andare. Scaricate qui il libro di lavoro di 41 pagine “Kraft und Trost aus Literatur und Gebet” dalla nostra serie Homelearning >> e aiutate voi stessi e/o gli altri ad affrontare il lutto. La brochure è disponibile gratuitamente per un periodo limitato nell’ambito della nostra serie di articoli sui media pubblici.

↓ Scarica gratuitamenteLibro di lavoro “Vertrauen in das Leben” >>
Testi, guida alla meditazione e foto, 15 pagine, file PDF, 1 MB

Un percorso collaudato da centinaia di persone!

Volete continuare a reprimere dolori vecchi e nuovi, portandoveli dietro per sempre? O preferite elaborarli e trovare un nuovo rapporto con la vita? Quanto sia facile o difficile dipende da molti fattori. Eppure è SEMPRE possibile. La buona notizia è che non dovete affrontare tutto da soli. Con un accompagnamento professionale, il percorso è più leggero, più rapido e più sicuro: finalmente lasciar andare, fare spazio a nuova energia e ritrovare il gusto di vivere. Il lutto è necessario, ma ha bisogno anche di una fine. Ecco due percorsi collaudati da centinaia di persone, dalla nostra “cassetta degli attrezzi”:

Cartello Aiuto Vortice Acqua Mare / Foto e Grafica: TELOS - 05834bCome vi affianchiamo con i nostri percorsi di coaching e consulenza  >>

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dott.ssa Magdalena Gasser
Direttrice dell'istituto | Sviluppo del personale | Coaching