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Il passato è presente: il test della scelta del partner

In ogni scelta, c'è una parte di noi che prende parola — una parte che conosciamo appena.

Perché possiamo fidarci dell’inconscio: il test della scelta del partner ce lo dimostra.

Il mistero dell’inconscio e il test della scelta del partner:

Fenomeni apparentemente inspiegabili che portano comunque al risultato giusto. Con un caso concreto mostriamo quanto sia complesso il modo in cui prendiamo le decisioni — e il test della scelta del partner lo conferma: Roland di Brunico, imprenditore, 43 anni (tutti i nomi e i dati sono stati modificati da TELOS; testo riprodotto in forma abbreviata) racconta con stupore:

“Sono una persona razionale e, da ingegnere, preferisco calcolare tutto in anticipo piuttosto che trovarmi di fronte a sorprese. Questo approccio ha fatto bene anche alla mia azienda. … OMISSIS … So quindi per lunga esperienza — e i risultati me lo confermano — di saper guidare bene la mia impresa, di leggere correttamente il mercato e di avere una visione chiara e salda di tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Nel privato, però, è tutto diverso. È come se una forza invisibile mi spingesse ad agire senza aver prima ragionato a fondo — il contrario di come mi comporto di solito. … OMISSIS … Così mi capita continuamente di prendere decisioni personali che, a posteriori, non riesco a spiegarmi. Non che le cose vadano storte — anzi, funziona tutto — ma mi chiedo comunque il perché…”

Il test della scelta del partner: il nostro inconscio ha sempre voce in capitolo…

In ogni decisione interviene una parte di noi che conosciamo a malapena: il nostro inconscio. Anche nelle cosiddette “scelte razionali” crediamo di aver calcolato tutto, eppure siamo guidati da opinioni, stati d’animo e valori inconsci. Vale per le piccole cose — come comprare una camicetta nuova — così come per le grandi scelte di vita, indipendentemente da quanto tempo ci abbiamo riflettuto.

Il test della scelta del partner come esempio:

Chi non ci crede, provi con il test della scelta del partner: come avete conosciuto la vostra attuale compagna? È andata forse così: siete entrati nel locale più alla moda, pronti al matrimonio, con una piccola checklist in mano — “Cerco una sposa, mi permetta alcune domande…” — e avete spuntato voce per voce: reddito, gruppo sanguigno, posizione assicurativa, desiderio di figli, resistenza psicofisica, capacità domestiche, abilità culinarie, indice di bontà, soglie di tolleranza, malattie ereditarie e così via? No? Allora partiamo da uno scenario molto più probabile:

Uomini:
Entrate nel locale, vedete 10 donne della giusta età e in un secondo ne eliminate automaticamente 5. Le restanti 5 vi incuriosiscono, rischiate uno sguardo più attento e — zac — ne scartate altre 3. Ne rimangono 2: una vi attrae di più, eppure con precisione infallibile scegliete l’altra, che è esattamente quella giusta per voi. Quella con cui essere felici per il resto della vita, o infelici in modo da crescerci — in ogni caso quella giusta, indipendentemente da eventuali minigonne, misure e altri dettagli secondari.

Donne:
Per le donne in cerca di un compagno vale naturalmente lo stesso, solo che non si svolge in una caffetteria ma in un bar, e il campionario maschile non siede ai tavolini ma si appoggia al bancone e — non appena voi entrate in scena — si raddrizza visibilmente. Il meccanismo della scelta del partner resta identico, perché anche per le donne vale: il passato è presente e continua a influenzarci!

Certo, qui c’è una buona dose di ironia.

E certo esistono le eccezioni. Ma questo non cambia il fatto che, anche per decisioni così importanti come la scelta del partner, non utilizziamo checklist — per quanto ragionevoli possano sembrare — bensì ascoltiamo l’istinto. E ciò che portiamo dentro lo abbiamo acquisito nell’infanzia. Non è necessariamente un male: tutti i nostri valori li abbiamo appresi, e quella bussola interiore si è formata nel corso degli anni grazie alle persone che avevano (o avrebbero dovuto avere) a cuore il nostro bene: i genitori, i parenti che hanno partecipato alla nostra educazione, gli insegnanti e tutti coloro che ci hanno accompagnato durante l’infanzia.

Basta il “buon volere”?

Che tutto ciò sia stato davvero positivo è lecito dubitarne, anche quando le intenzioni erano le migliori. L’anima fragile e plasmabile di un bambino può essere facilmente distorta e segnata da eventi, comportamenti e parole negative. Questo peso scende come un formatore invisibile nelle profondità del nostro inconscio e, finché resta irrisolto, agisce in silenzio fino al nostro presente di adulti. Come se fossimo marionette ancora appese ai fili intessuti allora.

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Il test del partner ideale
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Immagine: Come scelgono sposa e sposo?
Come decidiamo, come agiamo?

Foto: TELOS

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Cosa mettete nello zaino?

Ogni escursionista porta nello zaino cibo, acqua e protezione dal maltempo — non di certo dei sassi. Perché allora nella vita quotidiana dovremmo trascinarci dietro cose irrisolte? Meglio lasciarsi il peso alle spalle, svuotare lo zaino, liberarsi di ciò che non serve, e scegliere consapevolmente cosa portare con sé: ciò che conta davvero, ciò che ci aiuta, ciò che ci avvicina ai nostri obiettivi. Quando abbiamo fatto ordine in questo modo, il nostro inconscio diventa una guida affidabile, di cui possiamo fidarci — nella scelta del partner come nella vita di tutti i giorni.

Dal passato al presente!

Certo, guardare all’infanzia è necessario per liberarsi da schemi di comportamento radicati. È vero: il passato è presente. Ma il presente è davanti a noi! E chi tiene la testa costantemente rivolta all’indietro prima o poi si ritrova con il torcicollo. Quindi: sguardo al presente! Scaricate il libretto di 28 pagine “Dal passato al presente” della nostra serie di autoapprendimento Homelearning >> Sostituite il vecchio con il nuovo e reindirizzate la vostra energia: dal rimuginare sul passato alla gioia del presente. Per un periodo limitato disponibile gratuitamente:

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dott.ssa Magdalena Gasser
Direttrice dell'istituto | Sviluppo del personale | Coaching