
Quello che da soli sembra impossibile, in gruppo diventa possibile!
I centri di informazione e contatto per i gruppi di auto-esplorazione ricevono migliaia di telefonate ogni anno. La maggior parte di chi chiama sono donne: soffrono di ansie e fobie, disturbi alimentari, anoressia, difficoltà legate a separazioni. Tre quarti delle richieste provengono da donne tra i 20 e i 40 anni. Gli uomini, invece, tendono a evitare i gruppi e faticano ad avvicinarsi a questo tipo di percorso. Nei numerosi gruppi dedicati alle dipendenze, la situazione si inverte: le donne reagiscono alle difficoltà con disturbi fisici e psicologici, gli uomini cercano rifugio nell’alcol. Anche dal punto di vista istituzionale si comincia a riconoscere il valore della terapia di gruppo per il sistema sanitario: essa affronta i danni prodotti dalla società in una dimensione personale, elabora le conseguenze di condizioni di vita e di lavoro logoranti ed è diventata una risposta concreta a molti problemi sociali. Il confine tra chi ha bisogno di cure per una sofferenza ben definita e chi cerca semplicemente un senso, o vuole sfuggire allo stress e al malessere quotidiano, è sempre più sottile.
A titolo di esempio, ecco due articoli tratti da riviste specializzate: due storie che accendono la speranza per molte altre situazioni simili.
Terapia di gruppo via Internet.
In un’iniziativa unica al mondo, alcuni psicoterapeuti seguono i propri pazienti dopo un ricovero ospedaliero attraverso una chat online. Spesso, al rientro a casa dopo un percorso di psicoterapia in regime residenziale, i pazienti attraversano un momento di forte vuoto. Non di rado sono costretti a tornare in clinica dopo poco tempo: gli esperti parlano di “effetto porta girevole”. Per agevolare il reinserimento nella vita quotidiana, il Centro di ricerca per la psicoterapia di Stoccarda, la Panoramaklinik di Scheidegg (Algovia) e la cassa malati Techniker Krankenkasse hanno avviato tre anni fa il progetto “Internet-Brücke”. I partecipanti si incontrano online, dopo le dimissioni dalla terapia, una volta alla settimana per 90 minuti in una sessione di chat, per un periodo di tre o quattro mesi. Un terapeuta di gruppo coordina ogni incontro. «La “Internet-Brücke” non sostituisce un percorso terapeutico individuale quando questo è necessario», sottolinea Thomas Wangemann, primario della Panorama Klinik. «Il presupposto per partecipare alla chat è che il terapeuta conosca bene ciascun paziente e la sua storia.» Il terapeuta è inoltre raggiungibile telefonicamente durante e dopo ogni sessione.
Terapia di gruppo per i disturbi della potenza sessuale.
Insieme si è più forti: i gruppi terapeutici sono spesso vissuti dagli uomini come un tabù. Eppure possono davvero fare la differenza. Gli uomini con disfunzione erettile traggono notevoli benefici dalla terapia di gruppo: il 95% dei partecipanti riesce, attraverso questo percorso, a ritrovare la propria energia. È la conclusione cui è giunto un gruppo di ricercatori brasiliani dopo aver analizzato undici studi sul tema, con quasi 400 partecipanti complessivi. Non solo: anche gli uomini che trattano già la disfunzione erettile con il sildenafil — il principio attivo del Viagra — beneficiano di sessioni aggiuntive in gruppo. Perché un’erezione si verifichi, devono essere integri alcuni fattori fisici come la circolazione sanguigna, la conduzione nervosa e l’equilibrio ormonale. Ma contano altrettanto i fattori psicologici: depressione, scarsa autostima, ansie e altri disagi emotivi possono incidere profondamente sulla potenza sessuale. «Nel 95% degli uomini che hanno preso parte a sessioni di psicoterapia di gruppo, la funzione erettile è migliorata», spiega la responsabile dello studio Tamara Melnik, dell’Università di São Paulo.

Immagine: un tiro alla fune in chiave diversa — sostenersi a vicenda!
Un momento tratto da uno dei nostri gruppi di sviluppo del team. Foto: TELOS
I nostri colloqui individuali e i nostri gruppi offrono uno spazio protetto, fuori dalla routine quotidiana, per riflettere sulla propria situazione e trovare nuovi punti di riferimento. Non aspettate oltre: ogni giorno conta.


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dott.ssa Magdalena Gasser
Direttrice dell'istituto | Sviluppo del personale | Coaching