
Come guidare positivamente le fasi della vita lavorativa.
Nuovo lavoro, nuova vita: all’inizio i collaboratori sono quasi sempre entusiasti. Si buttano a capofitto nel nuovo ruolo, fanno straordinari e danno il massimo. Poi arriva la disillusione. Non è tutto così roseo come sembrava all’inizio. Per alcuni questa consapevolezza arriva prima, per altri dopo — e allora? Mollare tutto e ricominciare da capo? I ricercatori sociali hanno osservato che, pur con variazioni individuali, chiunque attraversa fasi tipiche nella propria vita lavorativa. Chi conosce queste dinamiche le affronta con maggiore consapevolezza: come responsabile, potete accompagnare ogni fase con più efficacia e intervenire positivamente. Come collaboratori, invece, potete affrontare il nuovo lavoro fin dall’inizio con più serenità.
1. Motivazione ed entusiasmo
Nuovo lavoro, nuova vita! I primi tempi sono all’insegna della motivazione. Tutto è nuovo, tutto è stimolante. Affrontate ogni compito con slancio e buon umore. Volete conoscere tutto: i colleghi, i metodi di lavoro, i processi. Vi immergete completamente. Stanchezza o problemi? Non in questa fase. Vi mostrate al meglio: volete che colleghi e responsabili vedano che la fiducia riposta in voi era ben riposta. Il vostro obiettivo è superare le aspettative.
2. Dubbi e disillusione
Prima o poi la routine prende il sopravvento. Emergono problemi e divergenze di opinione. Il lavoro diventa a tratti faticoso e stressante. Le alte aspettative che avevate non vengono tutte soddisfatte e l’entusiasmo iniziale si affievolisce. Ci si chiede se questa scelta fosse davvero quella giusta, si ripensano le alternative e si è assaliti dall’incertezza e dai dubbi.
3. Adattamento e fiducia
In questa terza fase vi siete ormai inseriti. Avete compreso le regole del gioco e trovato il vostro spazio nel nuovo ruolo. Il punto più basso della disillusione è superato. Siete ora parte integrante del team, con un perimetro di responsabilità chiaro e definito. Conoscete sempre meglio i colleghi. Vi identificate sempre più con la vostra posizione, ottenete risultati costanti e vi guadagnate la fiducia di clienti, colleghi e responsabili. Siete un punto di riferimento e la vostra competenza è riconosciuta. Cercate attivamente occasioni per dare un contributo maggiore.
4. Successi e crescita
Siete ora al culmine della vostra performance: i successi si susseguono, arrivano promozioni e aumenti di stipendio. Vi vengono affidate responsabilità sempre maggiori. Siete motivati, orgogliosi dei vostri traguardi e spinti dall’ambizione di fare ancora meglio.
5. Calo e desiderio di cambiamento
A volte i successi a cui eravate abituati cominciano a scarseggiare, la performance cala e con essa la soddisfazione. La motivazione viene meno, i dubbi si fanno spazio e cresce il desiderio di cambiare. Di fronte a tutto questo, però, c’è un forte bisogno di sicurezza: sapete cosa avete costruito e non volete perderlo. Per il momento non agite e vi convincete che le cose non vadano poi così male.
6. Punto di rottura e cambiamento
Prima o poi si arriva al momento in cui non ci si riesce più a nascondere la realtà. Ammettete a voi stessi che in questo lavoro non ritroverete più la serenità. Lo vivete come fonte di stress e disagio. Interiormente avete già rassegnato le dimissioni. Più a lungo vi forzate a resistere, più gravi diventano le conseguenze: motivazione e performance calano rapidamente, il malessere si ripercuote sulla salute. Il risultato finale sono le dimissioni, con la speranza — spesso illusoria — che basti un nuovo lavoro per ricominciare davvero…
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Immagine: quando si addensano nuvole scure, è il momento di agire!
Scatto da una formazione TELOS in Austria.
Foto: TELOS
Il collaboratore al centro dell’attenzione: le dimissioni possono avere un costo elevato. Per il responsabile, che perde una persona in cui ha investito tempo e formazione — qualcuno che conosce processi interni, flussi di lavoro, colleghi, fornitori e clienti, in una parola l’intera organizzazione, e che ne è diventato parte essenziale. A questo si aggiunge il fenomeno delle “dimissioni silenziose”: prima di arrivare alle dimissioni formali, le persone coinvolte sono spesso frustrate già da tempo, con un calo progressivo di impegno e rendimento che finisce per contagiare anche il resto del team. Per questo diciamo: le dimissioni costano care al responsabile.

Immagine: meglio non aspettare che il disagio diventi insostenibile — intervenire prima fa la differenza!
Scatto da una formazione TELOS sul tema della frustrazione al lavoro.
Foto: TELOS
Le dimissioni hanno un costo anche per chi le presenta: ha maturato esperienza, ma nel frattempo è cresciuto d’età e il suo valore sul mercato del lavoro potrebbe già essere in calo. Perché, anche se siamo chiamati a lavorare sempre più a lungo prima della pensione, le opportunità di ricollocazione per i profili più senior si assottigliano sensibilmente. Un costo anche in termini di energie: ogni cambio di lavoro richiede un impegno considerevole, senza garantire automaticamente un nuovo posto. E infine, c’è un aspetto spesso sottovalutato: cambiare lavoro significa cambiare contesto, non se stessi. I fattori esterni sono sempre solo UNA parte della situazione; l’altra risiede nella persona, nelle sue abitudini e nel suo modo di vedere le cose. E queste non cambiano da sole. Il rischio, quindi, è che nella nuova posizione, dopo un po’ di tempo, riemergano gli stessi problemi. E il ciclo si ripeta. Ancora e ancora… Per questo diciamo: le dimissioni costano care anche al collaboratore.
Certo: non sempre, non ovunque e non per tutti è possibile trovare la soluzione ideale. A volte le dimissioni rimangono davvero l’unica via. Ma esistono anche strumenti concreti per attraversare le singole fasi in modo attivo e costruttivo, così da non arrivare mai al punto 6. Interventi capaci di risvegliare, mantenere e alimentare motivazione, collaborazione, spirito di squadra ed entusiasmo. Il percorso più efficace passa attraverso la consulenza personalizzata e corsi dedicati:
••• Coaching individuale per singoli collaboratori >>
••• Coaching riservato per responsabili >>
••• Corsi specializzati per il mondo aziendale >>•
Contattateci: parleremo di tutto il resto di persona, senza impegno e in tutta riservatezza.

dott.ssa Magdalena Gasser
Direzione istituto, sviluppo corsi, Coaching


