
Sicuri e disinvolti nel mondo professionale!

Le persone hanno un nome. Chi vuole muoversi con sicurezza nel mondo professionale e sociale — e fare una buona impressione — non può permettersi di dimenticare i nomi delle persone con cui interagisce. Non è sempre semplice: quando siamo sotto pressione o emozionati, spesso percepiamo i nomi in modo parziale o li sentiamo male. E chi viene chiamato con il nome sbagliato non lo prende bene. Pensate a come vi sentireste se vi chiamaste, ad esempio, “Sig. Ferretti” e il vostro interlocutore vi chiamasse ostinatamente “Sig. Ferraro”.
Ecco alcuni accorgimenti pratici per allenare la memoria sui nomi:
1. Concentratevi
Ascoltate con attenzione e piena consapevolezza: nel momento in cui il vostro interlocutore pronuncia il proprio nome, focalizzatevi su di esso.
2. Chiedete di ripetere
Se non avete capito bene, chiedete senza esitare. È una cosa del tutto normale, non c’è nulla di imbarazzante. Imbarazzante — anzi, controproducente — sarebbe pronunciare il nome in modo sbagliato.
3. Ripetete ad alta voce
Usate subito il nome del vostro interlocutore, rivolgendovi a lui direttamente. Sentirsi pronunciare il nome ad alta voce aiuta a fissarlo nella memoria.
4. Create associazioni
Lavorate sul nome: collegatelo ad altre persone, immagini o situazioni che vi vengono in mente. Questo processo porta il nome nella memoria di lavoro.
5. Ripetete nel tempo
Richiamare il nome più volte, a distanza di tempo, consolida il ricordo e ne prolunga la durata.
Il modo migliore per apprendere è seguire il funzionamento naturale del cervello:
1. Il primo contatto:
Nei primi 15 secondi circa — ad esempio durante una presentazione, quando sentite per la prima volta il nome del vostro interlocutore — lo percepite attraverso la memoria ultracorta . In questo momento decidete consapevolmente di volerlo ricordare: questa intenzione attiva e motiva il cervello.
2. La concentrazione:
Vi soffermate sul nome, magari chiedete conferma di averlo capito bene, cercate associazioni e immaginate come potrebbe essere scritto. In questo modo attivate la memoria a breve termine.
3. L’uso ripetuto:
Ripetete il nome mentalmente e usatelo più volte nella conversazione. Così lo trasferite nella memoria di lavoro— l’equivalente della RAM in un computer.
4. Il richiamo nel tempo:
Anche in un secondo momento, richiamate consapevolmente il nome insieme all’immagine della persona. Questa ripetizione nel tempo trasferisce l’informazione nella memoria a lungo termine , dove — se richiamata regolarmente — può consolidarsi per anni.
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Immagine: apprendere, ripetere, archiviare…
Tre scatole per imparare meglio
Foto: TELOS
Chi vuole imparare una lingua straniera deve fare i conti con i vocaboli. Esistono diversi metodi, ma qui vi presentiamo uno strumento semplice e “tecnico” che ha dimostrato la propria efficacia nel tempo: il sistema del fichario. Si tratta di una tecnica collaudata per fissare i vocaboli in modo rapido e affidabile. Ecco come funziona:
1. Le scatole
Prendete una scatola (può essere una lattina per il tè o una scatola da scarpe) e suddividetela in tre scomparti. In alternativa, usate più scatole separate. Contrassegnate gli scomparti o le scatole con colori ben riconoscibili, ad esempio rosso, giallo e verde.
2. I cartoncini
Procuratevi dei cartoncini o dei semplici foglietti di carta nel formato adatto.
3. Il vocabolario
Su ogni cartoncino scrivete un vocabolo che volete imparare. Su un lato annotate la parola nella lingua straniera (magari con una penna rossa), sul retro la traduzione nella vostra lingua madre — preferibilmente in un colore diverso, facilmente distinguibile. Attenzione: un solo vocabolo per cartoncino.
4. La scatola rossa
All’inizio, tutti i cartoncini vanno nella scatola rossa. Qui raccogliete tutto ciò che ancora dovete imparare o ripassare.
5. Esercitarsi senza guardare
Ora si comincia. Pescate un cartoncino a caso dalla scatola rossa e provate a tradurre il vocabolo senza girare il cartoncino.
6. Girare e verificare
Dopo aver detto la vostra traduzione, girate il cartoncino e verificate se avete risposto correttamente.
7. Corretto? Nella scatola gialla
Se la traduzione è giusta, il cartoncino passa nella scatola gialla: qui troverete i vocaboli da ripassare in un secondo momento.
8. Sbagliato? Torna nella scatola rossa
Se avete sbagliato, il cartoncino torna nella scatola rossa e continuate con gli altri cartoncini rossi.
9. Controllare la scatola gialla
Al termine del primo ciclo di esercizi (senza esagerare con i tempi!) riprendete la scatola gialla e verificate se ricordate ancora tutti quei vocaboli.
10. Sbagliato: torna al rosso – Corretto: passa al verde
Se non ricordate più un vocabolo, torna nella scatola rossa. Se invece lo padroneggiate con sicurezza, il cartoncino può essere considerato “appreso” e passa nella scatola verde.
11. Ripasso finale
Ogni tanto rivedete anche la scatola verde… così ancorate i vocaboli in modo affidabile nella memoria a lungo termine.
Con questa tecnica i cartoncini scorrono dal rosso al giallo, eventualmente di nuovo al rosso e, poco alla volta, fino al verde. In questo modo tutti i vocaboli non ancora consolidati vengono ripetuti fino a quando non sono prontamente disponibili. I vocaboli già acquisiti (scatola verde) vengono ripassati a intervalli sempre più lunghi, per trasferirli progressivamente dalla memoria di lavoro alla memoria a lungo termine.
In questo articolo abbiamo condiviso con voi alcuni consigli pratici per ricordare nomi e vocaboli con maggiore facilità. Muoversi con sicurezza nella vita professionale e sociale diventa molto più semplice quando si riesce a chiamare per nome i propri interlocutori — che si tratti di un partner commerciale, di un collega o di qualcuno incontrato per caso, al telefono o a un evento.
La vera competenza sta nel saper distinguere: cosa vale la pena memorizzare, cosa conviene salvare in digitale e cosa si può semplicemente cercare al momento giusto.
Un archivio ben strutturato è facile da navigare: se la logica è chiara, i documenti si trovano senza sforzo e senza bisogno di memorizzare dove si trovano. Lo stesso vale per i numeri di telefono: oggi ogni smartphone permette di salvare i contatti, e ricordare a memoria decine di numeri è spesso inutile.
Il sapere trasmette competenza. Avere le informazioni a portata di mano — senza dover cercare — è ciò che distingue chi padroneggia davvero la materia.
Coltivare le relazioni professionali significa anche conoscere le persone con cui si lavora e far capire loro che si sa con chi si sta parlando. Ricordare il nome di qualcuno è un segnale positivo, e la memoria ci aiuta a darlo.
“Nomi e vocaboli” è l’ultimo articolo della nostra serie sull’apprendimento. Potete rileggere tutti gli articoli in qualsiasi momento: nella barra di ricerca della nostra homepage, digitate il termine “Hirnmuskeln” e troverete tutti e 12 i contributi. In ogni caso, nessun sistema al mondo può sostituire la nostra memoria. Il ricordo funziona solo quando lo alimentiamo con motivazione e concentrazione — e la sicurezza che ne deriva ci permette di affrontare ogni situazione con la giusta presenza.

Immagine: Scolpita nella neve, fusa nel bronzo, incisa nella pietra o fissata con un aiuto mnemonico — l’importante è che ricordiate i nomi!
Collage: TELOS
“Nomi e vocaboli” è l’ultimo articolo della nostra serie sull’apprendimento•
I nostri esperti — la consulente per l’apprendimento Prof. Holzer di Vienna, la suggestopedista Barbara Laurent di Monaco, la formatrice e mediatrice Brigitte Graf dell’Assia e il fondatore del nostro istituto, lo psicologo e psicoterapeuta Dott. Elmar Teutsch — hanno preparato per voi una ricca raccolta di conversazioni, esperienze, approfondimenti, spunti, tecniche e consigli, pensati appositamente per questo sito. In una serie di articoli specialistici esploriamo il funzionamento della nostra mente e scopriamo come tenerla allenata. Visitate il nostro sito regolarmente! Oppure concordate un appuntamento di coaching — che si tratti di temi professionali o di percorsi personali:
E quando si tratta di imparare per davvero, per la vita? Le tecniche mnemoniche da sole non bastano. Quando la vera sfida è uscire da schemi consolidati, elaborare ciò che è rimasto in sospeso, guarire ferite del passato, liberarsi dalle ombre dell’infanzia e prendere in mano la propria vita — allora potete affidarvi alla forza dei nostri percorsi di consulenza psicologica e dei nostri corsi. Sono già centinaia le persone che, grazie a questo accompagnamento, hanno lasciato andare i pattern negativi, scoperto nuovi modi di essere e ritrovato il lato luminoso della vita: libere, sicure di sé e pienamente realizzate.


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dott.ssa Magdalena Gasser
Direttrice dell'istituto | Sviluppo del personale | Coaching