
Perché a volte reagiamo in modi di cui ci pentiamo?
Perché ci ritroviamo in situazioni che non avremmo mai voluto? Perché ci leghiamo a persone che sappiamo non farci bene? Perché viviamo esattamente ciò che volevamo evitare? Perché reagiamo in modi di cui poi ci pentiamo? La risposta è nel nostro passato. I fattori decisivi del nostro comportamento attuale si formano nell’infanzia: ciò che abbiamo vissuto e imparato da bambini — nel bene e nel male — continua ad agire in noi a livello inconscio. Le spie d’allarme e le ripetizioni indesiderate tendono a presentarsi insieme, e proprio per questo possiamo usarle per capire le radici del nostro agire. Solo comprendendo il passato diventa possibile dare una forma nuova al futuro. Non potete cambiare la vostra infanzia, ma potete usarla per vivere meglio da oggi in poi.
Vecchie storie e ripetizioni indesiderate continuano a condizionarci ancora oggi. Spesso i partecipanti ai nostri corsi descrivono situazioni che si ripetono e che vivono come particolarmente pesanti. Eppure, nel confronto con il gruppo, emerge rapidamente che la stessa situazione per altri è del tutto normale, non causa alcun disagio e difficilmente si verifica.
Helga, un’insegnante quarantenne di Merano — i nomi e i luoghi sono stati modificati per rispettare la privacy — racconta di avere ripetutamente problemi con le figure d’autorità. Qualche tempo fa, mentre stava attraversando la strada con il semaforo rosso distrattamente, un agente di polizia l’ha rimproverata in modo brusco, chiedendole se sapesse leggere. In apparenza, nulla di grave. Eppure quel momento è bastato a rovinarle l’intera giornata. E per settimane si è ritrovata a controllare se ci fossero poliziotti nelle vicinanze prima di attraversare la strada, anche con il semaforo verde.

Immagine: una scena con la polizia a Parigi — tutti ridono, nonostante il fischietto.
Immagine dalla nostra raccolta fotografica.
Foto: TELOS
A prima vista potrebbe sembrare poco rilevante, ma a questo tipo di comportamento si aggiunge un’insicurezza più diffusa: il timore che ciò che stiamo facendo non vada bene, che una figura d’autorità possa trovarvi qualcosa da obiettare. Un’insicurezza che può estendersi a ogni ambito della vita. Il risultato? Paura di sbagliare, attenzione rivolta non a ciò che sappiamo fare, ma a tutto ciò che potremmo fare di sbagliato — e l’errore, puntualmente, arriva.
È davvero possibile che un episodio così insignificante lasci un’impronta così profonda? Perché Helga lo vive in quel modo, mentre molte altre persone riderebbero di un poliziotto scostante? Riconoscete situazioni simili nella vostra vita? Qualcosa accade — una cosa che per altri sarebbe irrilevante — eppure il cuore vi va in gola, il pensiero si blocca, vi chiudete in voi stessi oppure reagite con forza, magari alzando la voce.
Due spie d’allarme possono aiutarvi a individuare vecchie storie e ripetizioni indesiderate:
Spia d’allarme 1:
La situazione vi sembra già vissuta: “Ma come, ci sono ricaduto ancora!” Purtroppo questa spia si accende spesso solo a posteriori…
Spia d’allarme 2:
Vi accorgete che la vostra reazione è sproporzionata rispetto a ciò che è successo: reagite con un’intensità emotiva eccessiva, oppure percepite la reazione chiaramente nel corpo. Con un po’ di esercizio, imparerete a riconoscere questa spia per tempo.
Entrambe le spie possono essere il segnale che ciò che state vivendo non accade per la prima volta, ma è una ripetizione indesiderata — la riproposizione di un vecchio schema comportamentale. In entrambi i casi, la traccia conduce al passato.

Immagine: allarme — qualcosa non va!
Immagine dalla nostra raccolta fotografica.
Foto: TELOS
La domanda che Helga potrebbe porsi è: quando e dove ho incontrato, nella mia vita, una figura d’autorità che mi ha detto cosa stavo sbagliando? Chi era? Il padre, un insegnante, il parroco, la maestra d’asilo, un fratello più grande? E perché quell’esperienza ha lasciato un segno così profondo da spingermi, ancora oggi, a riproporre gli stessi schemi?
“All’epoca dovevo comportarmi così per sopravvivere — oggi ho molte più risorse. Oggi non devo più lasciarmi trascinare inconsciamente nel passato da quelle vecchie storie: posso agire da adulto consapevole e libero.”
Ogni treno ha un freno d’emergenza — e ogni persona anche. Possiamo usarlo nel momento in cui ci accorgiamo di scivolare nei vecchi schemi. Detto questo, nella situazione concreta è spesso difficile reagire in modo diverso dal solito: i comportamenti abituali si ripresentano con grande rapidità.
È quindi molto più utile prepararsi nei momenti di calma, in modo preventivo. Il nostro percorso formativo vi aiuterà a farlo, così nelle situazioni critiche sarete pronti ad agire, non bloccati:
1) Definire la situazione!
Individuate le situazioni in cui vi ritrovate di continuo e che poi vi fanno pensare “come ho potuto cascarci di nuovo…”. Descrivete la situazione in modo preciso e dettagliato.
2) Trovare la spia d’allarme!
Cercate un segnale riconoscibile. Cosa succede nel vostro corpo? Quali sono i primissimi segnali che quella situazione sta per ripresentarsi?
3) Prepararsi delle alternative!
Trovate un modo nuovo, da adulti, per affrontare quella situazione. È molto più facile farlo adesso, dalla distanza sicura: non siete in mezzo al problema, siete seduti con calma davanti ai vostri appunti e potete elaborare con lucidità nuove strategie, più adeguate e consapevoli.

Immagine: una partecipante riflette con calma su cosa vuole annotare
Immagine tratta da uno dei nostri corsi.
Foto: TELOS

Immagine: padre e figlio con la slitta verso la loro casa di campagna a Tils, vicino a Bressanone.
Ciò che abbiamo vissuto da bambini — nel bene e nel male — continua ad agire in noi anche oggi…
Foto: TELOS
Volete finalmente dedicarvi del tempo e portare un cambiamento autentico e duraturo nella vostra vita? Liberarvi di schemi che non vi appartengono più, arricchire le vostre relazioni e ritrovare la gioia di vivere? Allora questo è il momento giusto per farlo. Ecco due strumenti collaudati dalla nostra esperienza:


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dott.ssa Magdalena Gasser
Direttrice dell'istituto | Sviluppo del personale | Coaching

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