
La nostra domanda chiave contro le paure.
Il caso di oggi riguarda una situazione che potrebbe sembrare poco preoccupante: la paura del colloquio con gli insegnanti. Eppure chi la conosce sa bene quanto questo tipo di paura possa pesare sulla vita familiare. E mentre chi ne soffre si trova spesso solo ad affrontarla, le preoccupazioni non mancano mai di farle compagnia.
Moltissime. Praticamente infinite, quasi in modo vertiginoso — e già questo fa un po’ paura. La vera domanda è: “Quali paure riconosco in me stesso?” e soprattutto: “Se ho queste paure, sono ancora ‘normale’?”. Prendiamo dunque una paura molto comune, una paura “del tutto normale”: la paura del colloquio con gli insegnanti. Chi non la conosce può sorriderne, ma chi ne soffre sa quanto pesi in certi momenti. Il motivo è comprensibile: i genitori, spesso soprattutto le madri, si sentono direttamente responsabili dei propri figli. Se il figlio va male a scuola, sono loro ad aver fallito. E questa paura di non essere stati abbastanza bravi, di non essere all’altezza, è molto antica — affonda le radici nella nostra infanzia, come purtroppo accade con tante altre paure.
È uno strumento utile ogni volta che temiamo di essere meno bravi degli altri e sentiamo affiorare la paura di non essere abbastanza:
Chi decide davvero se sono abbastanza bravo?
I miei genitori? ❏ Sì ❏ No
I miei insegnanti? ❏ Sì ❏ No
Mia moglie / Mio marito? ❏ Sì ❏ No
I miei superiori? ❏ Sì ❏ No
I miei vicini? ❏ Sì ❏ No
Qualcun altro? ❏ Sì ❏ No
Chi, allora, davvero? ………………………………
Ma ora, da adulti, solo voi potete stabilire se siete abbastanza bravi. Abbastanza per essere amati; abbastanza per avere il diritto di esistere; abbastanza per essere voi stessi. E se nell’ultima riga della nostra tabella riuscite a scrivere “Io stesso”, allora siete in pace con voi stessi, con il mondo intorno a voi e anche con i vostri figli: siete una buona madre, un buon padre. E la paura del colloquio con gli insegnanti semplicemente svanisce. Il prossimo incontro con la maestra o il professore non è più fonte di ansia, ma un’occasione preziosa di confronto.
Quali altre paure esistono? La paura ha molti volti ed è diversa per ognuno. Ed è proprio per questo che ci si chiede spesso: esiste un elenco delle paure? Si possono classificare, dare loro un nome? Qui sotto trovate una piccola selezione — potete subito verificare se c’è anche la vostra preferita. O magari scegliervi un’ansia su misura. Ancora più suggestivo, naturalmente, è trasformare una semplice paura in una vera e propria “fobia”.
Paura (di) • Anfibi (Batracofobia) • essere toccati (Afesmofobia) • essere fissati (Oftalmorofobia) • medici (Iatrofobia) • barbe (Pogonofobia) • attraversare ponti (Gefirofobia) • clown (Coulrofobia) • deformazioni, mostruosità (Teratofobia) • chiudere gli occhi (Optofobia) • perdere la virilità (Medomalacufobia) • ladri (Arpaxofobia) • avere una malattia contagiosa (Tapinofobia) • soffocare (Pnigerofobia) • rughe (Ritidofobia) • colori (Cromatofobia) • piume o essere solleticati con le piume (Pteronofobia) • errori o essere sconfitti (Cacorriafobia) • lingue straniere (Xenoglossofobia) • rane (Ranidafobia) • essere legati (Merinfofobia) • fantasmi (Fasmofobia) • oro (Aurofobia) • capelli (Tricofobia) • squali (Selacofobia) • pelle, pellicce o pelli animali (Dorafobia) • satelliti in caduta (Keraunothnetofobia) • inferno (Stigiofobia) • aglio (Scorodofobia) • baciare (Filematofobia) • essere ridicolizzati (Catagelorofobia) • vuoto, spazi vuoti (Kenofobia) • persone, società (Antropofobia) • folla (Enoklofobia) • novità, cambiamenti (Cainofobia) • arrossire (Eritrofobia) • neve (Chionofobia) • andare a scuola (Didaskaleinofobia) • gravità (Barofobia) • ragni (Aracnofobia) • imperfezione (Atelofobia) • onde (Cimofobia) • vespe (Sfeksofobia) e molte altre ancora…
Essere normali o meno non dipende dal nome più o meno esotico della paura in questione. Ciò che conta davvero è un’altra cosa: quanto quella paura condiziona la mia vita quotidiana? Quali limitazioni porta con sé? Nessuna? Allora potete sorriderne e passare oltre. Ma se la sentite come qualcosa di davvero opprimente o paralizzante, è il momento di fare qualcosa.

Foto scattata in un museo scolastico. Anche oggi la paura del colloquio con gli insegnanti esiste — e riguarda entrambe le parti: genitori e insegnanti. Quando il disagio diventa paura, è il momento di agire.
Foto: TELOS
Avete a disposizione un’ampia gamma di possibilità per affrontare le vostre paure: dai consigli e dagli esercizi pratici che trovate regolarmente sul nostro sito, fino all’accompagnamento terapeutico, individuale o di gruppo — presso studi di psicoterapia, nei servizi pubblici o direttamente nel nostro istituto. Ecco due strumenti particolarmente efficaci dal nostro “pronto soccorso”:


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dott.ssa Magdalena Gasser
Direttrice dell'istituto | Sviluppo del personale | Coaching