
Individuare il problema è il primo passo per risolverlo.
La nostra reazione alle situazioni lavorative difficili è soggettiva. Eppure gli psicologi del lavoro lo sanno bene: esistono caratteristiche lavorative che pesano in modo particolare sui collaboratori. Scoprite qui un estratto dalla nostra serie di home-learning “Stress” sulle cause più comuni dello stress sul lavoro e le sue conseguenze. Riconoscerle per tempo significa anche poterle affrontare per tempo.
Capire le origini dello stress sul lavoro non è sempre semplice. Le ragioni possono essere molteplici: le cause personali e quelle lavorative si intrecciano, si influenzano a vicenda e spesso agiscono insieme. Qui trovate una panoramica delle situazioni lavorative che, nel lungo periodo, ci fanno del male. Se riconoscete uno o più di questi fattori nel vostro ambiente di lavoro, è il momento di agire.
1) Carico di lavoro.
Il volume di lavoro è insostenibile, la pressione sui tempi troppo alta. Ma anche il contrario logora: la sottostimolazione cronica porta a rassegnazione, malattia e abbandono.
2) Autonomia.
Lo spazio di manovra personale è troppo ridotto, norme e regole soffocano, i collaboratori non conoscono gli obiettivi del loro lavoro. Il risultato: si sentono ignorati e il coinvolgimento cala.
3) Leadership.
I responsabili sono troppo autoritari o, al contrario, del tutto indifferenti. Prevalgono le critiche negative, le proposte vengono bloccate. Le conseguenze: malattia o cambio di posto di lavoro.
4) Valutazione.
Critiche prevalentemente negative, retribuzioni ingiuste e poco trasparenti. Le conseguenze: i collaboratori si limitano al minimo indispensabile.
5) Organizzazione.
Responsabilità e competenze mal definite, risorse inadeguate al raggiungimento degli obiettivi. Le conseguenze: i collaboratori perdono il senso del proprio lavoro.

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Nella foto: il fondatore del nostro istituto, lo psicologo, coach aziendale e psicoterapeuta Dott. Elmar Teutsch in una rappresentazione tutt’altro che solo ironica dello stress sul lavoro.
Foto: TELOS
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6) Crescita professionale.
Nessuna pianificazione di carriera, nessuna prospettiva di sviluppo. Le conseguenze: ansie per il futuro e rassegnazione.
7) Collaborazione.
Mancano rispetto reciproco, sostegno e gestione dei conflitti; non c’è tempo né spazio per le relazioni umane. Le conseguenze: isolamento e chiusura.
8) Condizioni di lavoro.
Fattori esterni come rumore, caldo, cattivi odori e interruzioni continue pesano sui collaboratori. Le conseguenze: nervosismo, difficoltà di concentrazione, malattia.
9) Cultura dei valori.
Ingiustizie e violazioni di valori fondamentali come rispetto, equità, apertura e trasparenza. Le conseguenze: i collaboratori perdono l’identificazione con l’azienda.
10) Comunicazione interna.
I collaboratori sono scarsamente o per nulla informati su ciò che conta davvero nell’organizzazione. La comunicazione scorre solo dall’alto verso il basso, i cambiamenti non vengono condivisi e le persone non vengono coinvolte. Le conseguenze: frustrazione, senso di esclusione e progressivo distacco.

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Nella foto: troppo spesso ci lasciamo travolgere dallo stress…
Istantanea da uno dei nostri corsi anti-stress.
Foto: TELOS
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Certo, niente si risolve da solo. Eppure analizzare le cause dello stress offre a responsabili e collaboratori un punto di partenza concreto per cambiare le cose: individuare e agire. Se riconoscete una o più delle cause elencate nel vostro ambiente di lavoro, è il momento di muoversi. Richiede impegno, certo, e non accade dall’oggi al domani. Ma chiunque abbia affrontato davvero la gestione dello stress lo sa: ne vale la pena, eccome.
Alcuni dei nostri percorsi di affiancamento per la gestione dello stress e la prevenzione del burnout in azienda li trovate qui: Corsi e coaching su salute, stress e burnout >>
Sì, esiste — e ognuno può contribuire a crearlo. Lo stress a breve termine fa bene: il cosiddetto “eustress” ci permette di dare il meglio. Diventa dannoso, come “distress”, solo quando si trasforma in pressione cronica, quando non ci sono più momenti di recupero e ci ritroviamo a girare sempre più freneticamente in tondo. La strada è una sola: uscire dal circolo vizioso.
Lavorare senza stress — come si fa concretamente? Un esempio: ecco uno dei nostri corsi per responsabili e collaboratori: “Ridurre lo stress, prevenirlo, esprimere il proprio potenziale — gestione attiva dello stress per l’equilibrio e la performance”.•

Il workshop:
Workshop introduttivo sulla resilienza allo stress >>

Altri corsi della stessa serie:
Contro lo stress sul lavoro e per il benessere in azienda >>
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dott.ssa Magdalena Gasser
Direttrice dell'istituto | Sviluppo del personale | Coaching