
Tutti mentono. E tutti lo sanno!
“Ma no, il bonifico l’abbiamo già eseguito da un pezzo. Ah, queste banche!”, dice Giovanna, l’addetta alla contabilità, pur sapendo perfettamente che non è stato pagato niente. Ma il capo vuole così, e Giovanna deve coprirlo. Su ordine del suo datore di lavoro, la povera donna mente quasi ogni giorno: “Il bonifico è già partito, come, non è ancora arrivato? Dovrebbe essere lì da tempo. Verifico subito”. E poi, quando i partner commerciali non si riescono più a tenere a bada, arriva la solita negazione: “No, il direttore non c’è, vi richiamerà”. Per Giovanna, destreggiarsi tra bugie e verità non è affatto facile. Ne soffre. Ognuno dovrà fare i conti con se stesso e decidere se accettare di mentire per il proprio lavoro — di certo non giova all’azienda, perché questo mare di bugie è immediatamente evidente a tutti. Quanto ha senso, allora, mentire per lavoro?
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Lo aveva già scoperto Pinocchio: né l’abito elegante, né la cravatta, né le parole più convincenti bastano — il nostro interlocutore capisce subito quando mentiamo!
Illustrazione: TELOS
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Bugia bella e buona o semplice abbellimento della realtà? “Nel nostro ufficio il lavoro è molto impegnativo, anche se non sembra a prima vista”, racconta il Dott. Herwig, responsabile delle risorse umane di una grande azienda. “Nei colloqui di selezione tendo quindi a ridimensionare la difficoltà delle mansioni — altrimenti temo che nessuno accetti il posto”. Il Dott. Herwig si trova di fronte a un equilibrio delicato. Ma sbaglia se pensa che abbia senso far vedere ai candidati solo il lato positivo. Perché: cosa è peggio per un’azienda? Che cinque candidati su dieci rinuncino ancora prima di iniziare, oppure che i neoassunti siano frustrati perché la realtà non corrisponde alle aspettative, lavorino a metà forza, avvelenino il clima tra i colleghi e, dopo qualche mese di formazione, si dimettano?
Tutti mentono. E tutti lo sanno! Allora vale la pena smettere, una volta per tutte. Perché cosa suona meglio?
La scusa di comodo:
“Certo, certo, le ho già inviato i documenti, ma questi corrieri non sono mai affidabili, speriamo bene…”
Oppure la parola chiara:
“Signor Maier, grazie per aver chiamato — proprio in questo momento mi rendo conto che non le ho ancora inviato i documenti. Mi scusi per la svista. Li affido subito al corriere: li avrà sulla scrivania domani mattina.”
Le scuse vengono comunque smascherato, e la fiducia nei vostri confronti si sgretola. Con la verità, invece, conquistate credibilità e affidabilità!

Immagine: È davvero necessario mentire? E a cosa servono le bugie?
Dalla nostra galleria di immagini simboliche.
Grafica: TELOS
Le bugie hanno le gambe corte e le storie inventate non le crede nessuno. Chi mente rivela molto più di sé di quanto immagini — e molto più di quanto gli venga creduto. Nei nostri corsi di comunicazione e nei percorsi di coaching individuale lavoriamo insieme a dipendenti, collaboratori a contatto con i clienti, agenti di commercio e a tutti coloro che vogliono cambiare qualcosa: costruiamo insieme un linguaggio nuovo, fondato sulla credibilità. Per una comunicazione più convincente, più soddisfazione nel lavoro e risultati concreti.
Chi tende a non vedere né a dire la verità, chi per questo si trova in difficoltà nella propria vita, chi intuisce le cause ma non riesce a individuarle perché si nascondono bene — per queste persone esiste un aiuto concreto e profondo. In un contesto professionale è possibile liberarsi da vecchi schemi e prendere in mano la propria vita con maggiore consapevolezza. Fare spazio al nuovo, ritrovare la capacità di costruire relazioni autentiche, riscoprire il benessere e la gioia di vivere. Un percorso di coaching individuale o uno dei nostri corsi può accompagnarvi verso una quotidianità vissuta con soddisfazione e piena autonomia. Ecco alcuni strumenti collaudati dalla nostra “cassetta degli attrezzi”:
Contattateci: ne parleremo personalmente, gratuitamente, senza impegno e con la massima riservatezza.

dott.ssa Magdalena Gasser
Direttrice dell'istituto | Sviluppo del personale | Coaching

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