Una tecnica dalla terapia di coppia che può aiutare
È innegabile: i conflitti fanno parte di ogni coppia. Eppure, chi si è amato deve davvero arrivare a combattersi con rancore e ostinazione? Quanta energia volete dedicare alle liti e quanta alla serenità condivisa?
Lei sbaglia sempre tutto… lui fa sempre così… no, ma… è lei che comincia sempre… lui deve capire una buona volta che… con lui/lei non si riesce più a parlare… gliel’ho detto mille volte… voglio solo un po’ di pace… lui/lei è insopportabile… non ce la faccio più ad ascoltare le sue lamentele… Come si arriva a questo? Come fanno due persone che si sono amate a ritrovarsi in guerra aperta? È ancora possibile cambiare qualcosa, e se sì, come? Scoprite qui il “Dialogo di coppia strutturato”, uno strumento della terapia di coppia, e leggete per cominciare il “diario di battaglia” di Mirko e Merlinde:
(Racconto originale fortemente abbreviato, nomi e dati modificati):
«Tutto era cominciato benissimo: all’inizio era dolcissima, ci capivamo, riuscivamo a parlare di tutto. Non era solo un colpo di fulmine, era qualcosa di più profondo — forse conoscete quella sensazione di essere fatti l’uno per l’altra. Persino i nostri nomi mi sembravano un segno: Mirko e Merlinde, che coppia! Dopo sei mesi ci siamo sposati. Lei era quasi dieci anni più giovane di me, ma non ci ha mai pesato. Adesso abbiamo due figli, un bel piccolo appartamento, guadagno discretamente: tutto potrebbe andare bene. Invece, in casa si litiga sempre di più. Ad esempio ha questa abitudine impossibile di …… che mi manda fuori di testa. Certe volte arriviamo fino a …… e allora me ne vado. Qualsiasi cosa faccia, non va mai bene: ha sempre qualcosa da ridire. Come responsabile di reparto devo fare qualche ora in più e rientro tardi — e lo scontro è già bell’e pronto. Eppure non sto mica a fare baldoria con gli amici: lavoro, e al massimo mi bevo una birra dopo, per staccare. Ultimamente, però, mi pesa sempre di più tornare a casa, tanto c’è solo da litigare. A volte mi chiama e …… il che ovviamente non risolve niente. A onor del vero devo ammettere che anch’io ho qualcosa da ridire su di lei: è piuttosto disordinata e soprattutto …… e lo fa sempre. Mi dà fastidio anche che fumi in casa e che si dimentichi continuamente le cose che dovrebbe fare. Se le dico qualcosa, va su tutte le furie e urla. Non ne posso più di questi litigi continui — non fosse per i bambini, avrei già …… In ogni caso, così non si può andare avanti: è impossibile!»
È davvero possibile che la colpa di una relazione che non funziona ricada su uno solo dei due? Non sarebbe più utile che entrambi si chiedessero onestamente cosa potrebbero cambiare per andare d’accordo? Accusarsi a vicenda non porta da nessuna parte — anzi, alimenta il conflitto e inasprisce ancora di più il rapporto. Uno strumento collaudato per aiutare le coppie a ritrovare un dialogo costruttivo, al posto delle sfuriate, è il “Dialogo di coppia strutturato”: applicato correttamente e con costanza, aiuta a sciogliere i blocchi comunicativi, a evitare le ferite inutili e a dare alla relazione una nuova possibilità.
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Immagine: dialogo di coppia durante uno dei nostri corsi.
Foto: TELOS
Il procedimento è, in teoria, semplice — eccone una versione essenziale: la coppia si incontra una volta alla settimana in un giorno stabilito in anticipo, da rispettare possibilmente per diverse settimane consecutive. Entrambi i partner si preparano a questo incontro. Si siedono a un tavolo, in un posto tranquillo e senza interruzioni, con una normale sveglia da cucina sul tavolo. Uno dei due inizia: imposta la sveglia su 15 minuti, mostra il timer al partner e comincia a parlare. Sono ammessi esclusivamente i “messaggi in prima persona”, quindi non i soliti rimproveri — che non farebbero altro che provocare difese e giustificazioni — come “Ancora una volta non sei andato a prendere la piccola all’asilo” o “Ancora una volta sei tornato tardi a cena”, ma piuttosto “Mi sento frustrata quando cucino e aspetto invano e il cibo si raffredda”. L’altro ascolta con attenzione e tace. Se chi parla non ha più nulla da dire, entrambi restano seduti ad aspettare. Quando la sveglia suona, chi stava parlando si ferma subito e tocca all’altro. Al termine dei 2 × 15 minuti, la coppia si separa senza alcun “post-incontro”. Tutto ciò che vogliono ancora dirsi lo annotano come preparazione per il dialogo della settimana successiva.
Le prime volte è bene farlo con la guida di un terapeuta: in questo modo la coppia impara fin da subito a usare il metodo correttamente, con il professionista presente come moderatore, capace di rispondere alle numerose domande che sorgono inevitabilmente. Seguire il procedimento con rigore è fondamentale fin dall’inizio: sarebbe un peccato — e demotivante — “provare ancora una volta qualcosa” che poi non funziona. Meglio evitare alla coppia e alla relazione un insuccesso annunciato. Mirko e Merlinde hanno avuto il coraggio di impegnarsi con costanza e — cosa straordinaria — dopo alcune settimane hanno ritrovato la capacità di parlarsi “normalmente”. Non tutti i problemi sono risolti, certo, ma ora possono affrontarli insieme. Come si dice nelle favole: «…e vissero felici e contenti…». Facciamo loro il tifo!
In quel caso non trascinate la situazione all’infinito: cercate presto un aiuto professionale. Si è dimostrato particolarmente efficace il lavoro in uno dei nostri gruppi, così come la nostra consulenza psicologica di coppia. In questo contesto protetto è possibile esaminare la propria posizione con distacco, lasciare andare il passato e sperimentare nuovi comportamenti senza rischi. Vale per tutti i Mirko e le Merlinde del mondo — purtroppo troppo numerosi — qualunque sia il loro nome reale. Fate il primo passo: prima lo fate, meglio è. Aspettare troppo a lungo potrebbe costare caro.

Immagine: ombre scure sulla parete, nuvole nere nella mente.
Immagine simbolica da uno dei nostri corsi di coppia. Foto: TELOS
Un litigio non mette in crisi una relazione, un temporale non distrugge un matrimonio. Ma quando la vita di coppia è gravata da conflitti ripetuti, quando le conversazioni sfociano sempre più spesso in rimproveri o quando i problemi vengono sistematicamente ignorati, qualcosa inizia a cedere nelle fondamenta del rapporto. La coppia rischia di perdere tutto ciò che ha costruito insieme. La gioia si trasforma in malumore, l’affetto in distanza, l’amore in risentimento. Ed è un peccato sprecare ogni giorno in cui il benessere viene seriamente compromesso.
Cercate un aiuto professionale prima che sia troppo tardi. Potete venire insieme come coppia, per lavorare sulla relazione con un accompagnamento attento, oppure venire da soli, per guardare con distacco alla vostra situazione, ai vostri desideri e al vostro modo di agire. Esistono percorsi, esistono soluzioni. Un aiuto psicologico concreto può fare la differenza — ecco, a titolo di esempio, alcune proposte collaudate centinaia di volte, dal nostro “armadietto dei rimedi”:


Contattateci: ne parleremo personalmente, gratuitamente, senza impegno e con la massima riservatezza.

dott.ssa Magdalena Gasser
Direttrice dell'istituto | Sviluppo del personale | Coaching

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