
Come capire dove hanno radici le emozioni!
Immaginate la vostra vita proiettata su uno schermo. Alcune scene vorreste riviverle, altre le saltereste volentieri. Il “test del cinema” vi aiuta a osservare con distacco le vostre radici più profonde: non per rimuginare, ma per capire. Perché ciò che ci ferisce nella vita privata spesso ci condiziona anche al lavoro. Chi riconosce il vecchio film può finalmente contribuire a scrivere la nuova sceneggiatura. Il nostro “test del cinema” lo dimostra:
La maggior parte delle persone che arrivano al nostro istituto in cerca di un percorso psicologico vengono per questioni attuali, non per storie passate. Eppure, spesso, nel percorso di terapia o di coaching, è necessario fare prima ordine nelle esperienze del passato per affrontare con chiarezza il presente. Le emozioni sono radicate nell’inconscio e non sempre è facile riconoscerle. Gran parte di ciò che oggi ci pesa — sul lavoro come nella vita privata — ha le sue origini nell’infanzia. Per questo vale la pena guardare alla propria famiglia d’origine: uno sguardo al passato è uno sguardo al presente. E comprendere ciò che è stato apre la strada a un futuro che possiamo davvero costruire. Il “test del cinema” lo dimostra: sono ciò che sono stato — ma non devo restarlo!
I fattori che più influenzano il nostro comportamento oggi sono stati plasmati durante l’infanzia: ciò che abbiamo vissuto e sperimentato allora — nel bene e nel male — continua a condizionare il nostro modo di sentire e i nostri valori. Questi legami restano per lo più nell’inconscio, invisibili e difficili da riconoscere. Chi non ci crede, provi il nostro “test del cinema”: rispondete con calma a queste domande:
• In quale thriller il vostro cuore ha battuto più forte l’ultima volta?
• In quale commedia avete riso di gusto?
• In quale scena erotica avete sentito improvvisamente scaldare qualcosa dentro di voi?
• Quando avete pianto l’ultima volta al cinema?
Perché raggiungiamo il fazzoletto, anche quando la nostra mente razionale sa benissimo di essere al cinema? Il “test del cinema” ce lo dimostra: non appena si apre la porta giusta verso il mondo delle emozioni, il cervello riporta spontaneamente a galla le sofferenze vissute e ci fa venire le lacrime agli occhi. Che il dolore sullo schermo sia reale o recitato, non fa differenza. Ciò che ci tocca è ciò che portiamo dentro di noi. E ciò che portiamo, ce lo siamo caricati sulle spalle in un certo momento della nostra vita.
Proprio per questo è importante tornare a guardare la propria infanzia e riesaminare le esperienze decisive, per scegliere — da adulti, con tutto il nostro bagaglio di strumenti e consapevolezza — cosa tenere e cosa lasciar andare: non posso cambiare la mia infanzia, ma posso usarla per vivere meglio oggi. Perché sono ciò che sono stato — ma non devo restarlo!
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Foto: il nostro fondatore Dott. Elmar Teutsch (al centro, in primo piano) posa con un’espressione tutt’altro che seria per il fotografo di un giornale, in occasione della prima di un film horror.
Foto: da una rivista.
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Se vecchie abitudini ostinate, dolori del passato e schemi di comportamento superati sembrano non voler andare via? Non significa che non abbiate fatto abbastanza per lasciarli andare, né che le cose debbano per forza restare così. Potrebbe semplicemente essere che alcune “eredità” particolarmente tenaci vogliano ancora restare con voi. In quel caso, il percorso più efficace è affidarsi a un aiuto professionale. Metodi consolidati da centinaia di esperienze garantiscono soluzioni rapide e durature. Ecco alcuni degli strumenti più efficaci del nostro “kit terapeutico”:


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dott.ssa Magdalena Gasser
Direttrice dell'istituto | Sviluppo del personale | Coaching