
Prevenire è meglio che curare.
Il burnout in azienda causa danni economici miliardari, mette a dura prova i responsabili, destabilizza le famiglie e porta chi ne soffre alla disperazione. Per un’azienda sana, la risposta è chiara: no al burnout! Ma come fare? È davvero solo un problema del singolo collaboratore? Un po’ di sfortuna? Troppa sensibilità? Un problema educativo? Possono le aziende e le organizzazioni davvero permettersi di ignorare il fenomeno burnout?
Le cause del burnout sono molteplici. Dal contesto familiare d’origine alle situazioni personali attuali, ogni fattore può rafforzare la persona oppure appesantirla. Crisi e conflitti non nascono solo sul posto di lavoro — è vero. E non ogni collaboratore arriva al collasso — anche questo è vero. Eppure: cosa succede quando il problema riguarda più persone? Quando i collaboratori non reggono più, si ammalano, lasciano l’azienda? A quel punto è indispensabile rivolgere l’attenzione alle condizioni che esistono all’interno dell’organizzazione.
L’azienda come fattore di rischio: quante ore, giorni, settimane e anni trascorriamo sul posto di lavoro? Quando qualcosa — o molto — non funziona, il peso cresce in modo esponenziale. Nelle realtà con un alto turnover del personale, i responsabili devono saper leggere i segnali e non ridurre il burnout a un fatto individuale. Occuparsi delle singole persone a rischio può essere utile per loro, ma finché le strutture organizzative restano invariate, nuovi casi continueranno ad emergere.
È molto più efficace intervenire sulle cause che limitarsi a gestirne le conseguenze. Esistono strumenti e professionisti in grado di affiancare le organizzazioni con pacchetti di misure mirati, per creare un ambiente di lavoro davvero sostenibile per le persone. Entrare nei dettagli richiederebbe ben più spazio — ma è importante sapere che esistono soluzioni concrete, da check standard a percorsi inhouse su misura, in cui i nostri consulenti individuano le azioni più adatte a ciascuna realtà. Perché, come sapete, per un’azienda sana vale una sola regola: no al burnout!
Portare equilibrio, stabilità e momenti di recupero nella propria vita: tutto questo non dipende dal lavoro, ma dalle scelte personali di ciascuno. Chi inizia a prendersene cura prima che il problema si manifesti ha buone possibilità di non fare mai i conti con il burnout. Se invece avvertite che la pressione comincia a farsi sentire, cercate subito un supporto professionale. Perché prendersi cura di sé è importante quanto avere un’azienda sana: no al burnout!
•

•
Immagine: Piegata, spenta, esaurita.
Foto: TELOS
•
Il burnout non è inevitabile! Aspettare che passi da solo non fa che peggiorare la situazione. Prima si affronta il problema, prima lo si risolve e minori sono i danni. Un vantaggio per i collaboratori e per i responsabili. E il concetto di “azienda sana” acquista un significato nuovo, duplice.
Progettiamo il vostro percorso di formazione su misura, in linea con gli obiettivi della vostra azienda. Contattate direttamente la direttrice del nostro istituto:

dott.ssa Magdalena Gasser
Direttrice dell'istituto | Sviluppo del personale | Coaching