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Vecchi schemi: con gratitudine, si restituisce.

Come mettere fine alle storie del passato e alle ripetizioni indesiderate!

Sul piano professionale come su quello personale, le vecchie storie e le ripetizioni indesiderate possono finalmente concludersi: con gratitudine e con un gesto di restituzione.

Rivedere le vecchie strategie di sopravvivenza

Non tutto ciò che oggi ci frena era sbagliato fin dall’inizio. Molti schemi che oggi ci pesano erano, un tempo, una forma di protezione, un’ancora di salvezza, una soluzione d’emergenza. Il problema è che un grosso salvagente non è più molto utile in una riunione di lavoro. Sia nella vita professionale che in quella personale, vale la pena congedarsi con rispetto dalle vecchie strategie di sopravvivenza. Il nostro rituale “Con gratitudine, ti restituisco” rende possibile ciò che spesso è già atteso da tempo: dire grazie, restituire, andare avanti.

Persone, non santi!

Scoprite oggi il nostro rituale “Con gratitudine, ti restituisco”. Nel contributo precedente (“Ripetizioni indesiderate”) abbiamo visto che i genitori non sono santi, ma persone — con aspetti meravigliosi e positivi, ma anche con errori profondi che qualcuno, ancora oggi, si porta dentro. E questo accade tanto nella vita professionale quanto in quella privata!

Anche i propri genitori?

Nei nostri percorsi sulla personalità, a questo punto accade spesso che i partecipanti riconoscano che questo valga per gli altri, ma certamente non per i propri genitori. Vi ritrovate in questa sensazione? È comprensibile: per anni abbiamo interiorizzato l’idea che i genitori stessero al di sopra del bene e del male. Eppure, riconoscere che anche i genitori possono sbagliare non toglie loro nulla del nostro affetto. Anzi, li rende più reali: persone che ci hanno amato come meglio potevano, che hanno voluto il nostro bene secondo la loro visione. Anche loro avevano genitori, che a loro volta avevano fatto lo stesso, in un lungo ciclo che attraversa generazioni su generazioni…

Molto, forse la maggior parte, era buono.

Qualcosa no. E sta a voi scegliere: volete continuare a vivere anche quegli aspetti negativi come ripetizioni indesiderate, trasmetterli magari ai vostri figli, oppure volete interrompere questo ciclo e chiudere con quelle vecchie storie? La vostra lista personale “Le caratteristiche indesiderate”, descritta nel contributo precedente, può esservi d’aiuto. L’avete compilata? Bene, allora è il momento di analizzarla: riga per riga, decidete da chi avete ereditato ogni caratteristica indesiderata — dal papà o dalla mamma? O, se siete cresciuti con genitori adottivi o affidatari, dal padre o dalla madre adottiva?

Esistono diversi modi in cui si replica un comportamento indesiderato.

Approfondirli tutti esulerebbe da questo contesto. Basti sapere che, nel cercare di capire se sia stato il papà o la mamma a manifestare quel comportamento, non occorre analizzare ogni singolo dettaglio: è sufficiente osservare il tema di fondo. L’avarizia e la prodigalità, ad esempio, appartengono allo stesso ambito. Così come la temerarietà e la paura, o l’eccessiva arrendevolezza e la testardaggine. Probabilmente non riuscirete ad attribuire con certezza tutte le vostre caratteristiche — alcune rimarranno in sospeso, e va bene così. Cominciate da quelle che avete già riconosciuto e scegliete quella che vi pesa di più da più tempo.

Il nostro rituale di restituzione: Con gratitudine, ti restituisco!

Immaginate interiormente di trovarvi di fronte al genitore da cui credete di aver ereditato quel comportamento. Assumete un atteggiamento interiore benevolo e dite, con rispetto e umiltà:

Papà (o Mamma),
ho ereditato questo comportamento da te,
mi ha accompagnato per tanti anni,
ma è tuo, non mio,
te lo restituisco con gratitudine.

È un percorso che va fatto un passo alla volta, non tutto in una volta sola.

La volta successiva, dopo un po’ di tempo, prendete la prossima caratteristica indesiderata che volete lasciare andare. Immaginate di nuovo di trovarvi di fronte al genitore in questione e ripetete il rituale. Settimana dopo settimana, mese dopo mese, percorrete l’intera lista. Se tutto questo vi sembra piuttosto esoterico, avete ragione — lo è. Eppure esiste una letteratura specialistica abbondante sull’argomento. E soprattutto, molte persone — sia nei percorsi di gruppo che nelle sessioni individuali — ci raccontano di aver risolto, proprio in questo modo, intrecci profondi che duravano da generazioni. Provateci: non portate oltre le vostre caratteristiche indesiderate. Restituitele con gratitudine.

E se le vecchie storie continuano ad attaccarsi a noi come spine?

Se abitudini radicate e schemi superati sembrano non voler cedere, non significa che non abbiate lavorato abbastanza sul lasciar andare — né che le cose debbano restare così per sempre. A volte certe “eredità” particolarmente tenaci hanno bisogno di un aiuto in più. In quel caso, affiancatevi a un professionista. Metodi consolidati e ampiamente sperimentati offrono risultati concreti e duraturi. Ecco alcuni degli strumenti più efficaci del nostro “kit di pronto soccorso”:

Cartello Aiuto Vortice Acqua Mare / Foto e Grafica: TELOS - 05834bCome vi affianchiamo con i nostri percorsi di coaching e consulenza  >>

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dott.ssa Magdalena Gasser
Direttrice dell'istituto | Sviluppo del personale | Coaching