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Vecchi schemi: ripetizioni indesiderate.

Come identificare i comportamenti che volete cambiare!

Storie del passato e schemi che si ripetono ci accompagnano nel corso della vita, sul lavoro come nella sfera privata — che lo vogliamo o no.

Il teatro dei copioni ripetuti.

“Di nuovo io. Di nuovo questa situazione. Di nuovo la stessa identica reazione.” Se queste parole vi suonano familiari, è probabile che un vecchio schema stia girando in sottofondo. In azienda può bloccare relazioni, decisioni e leadership; nella vita privata può riprodurre interi capitoli già vissuti. Nessuno è condannato a restare comparsa nel proprio teatro dei copioni. Il primo passo è riconoscere le ripetizioni indesiderate.

Un’ipotesi audace.

La nostra ipotesi: “Le ripetizioni indesiderate — in ambito professionale o personale — le abbiamo ereditate dai nostri genitori o da chi ha svolto quel ruolo.” Ma è davvero così?
Vi invitiamo a leggere l’intero articolo e a decidere poi, in autonomia, se questa ipotesi audace possa valere anche per voi.

Tutto ereditato?

Quindi proprio quelle caratteristiche indesiderate che ci creano problemi da anni le avremmo ereditate? Prima che parta un coro indignato (“No, davvero — onora il padre e la madre, e I MIEI genitori hanno voluto solo il meglio per me!”), permetteteci di unirci a quel coro. Certo che hanno voluto solo il meglio, e certo che dai vostri genitori avete imparato tante cose meravigliose, di cui potete andare fieri. D’accordo. I vostri genitori vi hanno dato la vita. Solo per questo meritano rispetto e gratitudine.

Ma questo significa forse che i nostri genitori non possano avere anche dei lati negativi?

Erano genitori o santi? Un padre deve essere perfetto, oppure può avere anche lui le sue debolezze? E una madre deve stabilire ogni giorno nuovi record di maternità, o può anche essere stanca, di cattivo umore, ansiosa, depressa, avere dipendenze o mostrare altri aspetti negativi? Certo che sì: anche i genitori possono avere lati negativi. Perché sono, per fortuna, ESSERI UMANI. Possono sbagliare e hanno il diritto di farlo. Nonostante tutto l’amore, nonostante tutti gli sforzi e nonostante la buona volontà che li ha sempre guidati.

Volete indagare nella vostra vita?

Allora costruite la vostra lista personale: “Le caratteristiche indesiderate”. Annotatevi le ripetizioni che non volete, cioè quelle tendenze che vi creano difficoltà da anni. Siate sintetici, andate al punto. Non “spesso faccio fatica ad accettare spese di denaro inutili”, ma “avarizia”. Non “di solito mi sento a disagio al solo pensiero di restare solo”, ma “paura della solitudine”. Non “quando siamo in compagnia e mia moglie parla a lungo con altri, mi infastidisce”, ma “gelosia”. Non fermatevi finché non avete almeno 20 o 30 caratteristiche indesiderate — anche di più va bene.

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Immagine: I vecchi schemi non arrivano dal nulla — li abbiamo appresi!
Uno scatto da uno dei nostri corsi.
Foto: TELOS

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Ripetizioni indesiderate: fate ricerca nella memoria!

Da dove conoscete queste caratteristiche? Chi ha mostrato quel tipo di comportamento? Era più il padre? O più la madre? O forse entrambi? Con ogni probabilità scoprirete che queste caratteristiche indesiderate non le avete “inventate” dal nulla, ma le avete “imparate” durante l’infanzia — da papà o mamma, da una figura paterna o materna di riferimento. Sì, apprese nell’infanzia, anche se magari sono emerse chiaramente solo in età adulta.

Serve uno sguardo lucido. E del tempo!

Lavorate con cura e con attenzione sulle vostre liste, descrivete con precisione di cosa si tratta e cercate di risalire esattamente a DOVE avete acquisito ciascuna caratteristica. Quando avrete approfondito tutto questo, leggete il nostro prossimo articolo “Schemi del passato: 3) Restituire con gratitudine”, dove troverete come liberarsi di queste ripetizioni indesiderate e di questi comportamenti che non volete.

E se le vecchie storie restano appiccicate come spine?

Se abitudini radicate, vecchi dolori e schemi superati non vogliono proprio andarsene? Non significa che non abbiate lavorato abbastanza sul lasciar andare, né che le cose debbano restare così per sempre. No: può semplicemente voler dire che alcune “zavorre” particolarmente ostinate si aggrappano ancora. In quel caso, è il momento di affidarsi a un aiuto professionale. Metodi collaudati su centinaia di persone garantiscono risultati concreti e duraturi. Ecco alcune delle soluzioni più efficaci dalla nostra “cassetta degli attrezzi”:

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